Italian-to-English Translation for Children’s Literature, Film, Novels and Stories
I translate Italian texts into natural, nuanced English, with particular attention to voice, rhythm, cultural context, and age-appropriate language.
Traduco testi italiani in un inglese naturale e ricco di sfumature, con particolare attenzione alla voce, al ritmo, al contesto culturale e a un linguaggio adeguato all’età dei lettori.
Why work with me
I bring together native English fluency, years of life and work in Italy, and professional experience collaborating with Italian writers. As a writer myself, I understand that translation is not simply replacing words from one language with another. Instead, it is a delicate artform involving preserving voice, intention, rhythm, humor, and emotional truth. My years in Italy allow me to recognize the cultural nuance beneath the text without flattening it into clichés or stereotypes. I work to understand what the writer is truly trying to say, then make that meaning feel natural, clear, and alive for English-speaking readers.
I offer Italian-to-English translation and cultural adaptation for children’s literature, YA, film, theatre, subtitles, travel and culture writing, educational materials, rights materials, synopses, pitch packages, and publisher catalogues. I am a strong fit for Italian authors, publishers, rights teams, literary agents, filmmakers, cultural organizations, and educators who want English-language work that feels faithful to the original voice while fully accessible to its new audience.
Perché lavorare con me
Unisco la padronanza dell’inglese come lingua madre, anni di vita e lavoro in Italia, e un’esperienza professionale a stretto contatto con scrittori italiani. Essendo io stessa autrice, so che tradurre non significa semplicemente sostituire parole da una lingua all’altra. Significa preservare voce, intenzione, ritmo, umorismo e verità emotiva. I miei anni in Italia mi permettono di riconoscere le sfumature culturali del testo senza appiattirle in cliché o stereotipi. Il mio lavoro consiste nel comprendere ciò che l’autore vuole davvero comunicare e renderlo naturale, chiaro e vivo per il lettore anglofono.
Offro traduzioni dall’italiano all’inglese e adattamento culturale per letteratura per bambini e ragazzi, YA, cinema, teatro, sottotitoli, testi di viaggio e cultura, materiali didattici, materiali per la vendita dei diritti, sinossi, pitch package e cataloghi editoriali. Sono una buona scelta per autori, case editrici, uffici diritti, agenti letterari, registi, organizzazioni culturali ed educatori che desiderano un testo in inglese fedele alla voce originale, ma pienamente accessibile al nuovo pubblico.
Sample Translations & Past Projects
Past Project, Sceneggiatura: Da Domani Mi Alzo Tardi
Tradurre la napoletanità per il pubblico anglofono | Quando conoscere la lingua non basta
Tradurre la cultura, non solo le parole
Durante la traduzione della sceneggiatura Da Domani Mi Alzo Tardi di Stefano Veneruso, mi sono trovata di fronte a riferimenti culturali che richiedevano soluzioni diverse.
Il riferimento a Mina, figura iconica della cultura italiana ma poco conosciuta dal pubblico anglofono, è stato mantenuto e contestualizzato per preservare l'identità culturale del testo. Un riferimento a Mario Balotelli, invece, è stato sostituito con David Beckham, allora più riconoscibile per il pubblico americano.
Un'altra sfida fondamentale è stata la traduzione di battute e riferimenti profondamente legati alla napoletanità, in cui umorismo, ritmo e significato dipendevano dal contesto culturale. Senza una comprensione di queste sfumature, molte battute sarebbero risultate piatte o, nel peggiore dei casi, prive di senso. Tradurre questi passaggi ha richiesto non soltanto competenze linguistiche, ma anche la capacità di riconoscere ciò che il testo stava realmente comunicando.
Questi esempi riflettono il mio approccio alla traduzione: non esistono soluzioni automatiche. Ogni riferimento culturale richiede di comprendere cosa l'autore desidera comunicare e come permettere al nuovo lettore di vivere un'esperienza il più possibile vicina a quella originale.
Sample Translation, Narrativa Per Bambini: Re Tuono di Luigi Capuana
Tradurre la voce, il ritmo e la tradizione orale per il bambino moderno
Introduzione
Re Tuono di Luigi Capuana rappresenta una delle grandi tradizioni della fiaba italiana: una narrazione che vive attraverso la voce, il ritmo e l'oralità. In questo estratto ho esplorato le sfide della traduzione della fiaba per il lettore contemporaneo, cercando di preservare il fascino del testo originale e, allo stesso tempo, renderlo vivo e coinvolgente per i bambini di oggi.
Nota del traduttore
La sfida principale di questo estratto è stata mantenere la voce della fiaba tradizionale senza lasciare che la lingua risultasse distante o eccessivamente antiquata per il lettore contemporaneo. Ho cercato di conservare il ritmo narrativo, le ripetizioni e il tono orale tipici di Capuana, modernizzando alcune strutture e scelte lessicali affinché il testo potesse coinvolgere i bambini di oggi.
Particolare attenzione è stata dedicata all'umorismo e ad alcune espressioni legate alla sensibilità del periodo in cui il testo è stato scritto. Alcuni riferimenti che nel contesto originale avevano una funzione comica possono essere percepiti diversamente dal pubblico anglofono contemporaneo. In questi casi, il mio obiettivo è stato preservare il tono giocoso e l'intenzione narrativa, adattando il testo in modo che risultasse accessibile e naturale per il lettore moderno.
I riferimenti alla perdita dell'udito nel testo originale sono direttamente collegati all'eccessiva potenza della voce del re e rappresentano una conseguenza comica del suo comportamento. Nella traduzione ho cercato di preservare l'assurdità della situazione, mettendo in evidenza gli effetti della voce fragorosa del sovrano piuttosto che trattare la sordità stessa come oggetto della comicità.
Nel testo originale, il termine gattoni indica un'antica denominazione popolare degli orecchioni. Poiché la malattia in sé non riveste alcuna importanza ai fini della storia e molti bambini di oggi non ne riconoscerebbero il riferimento, ho scelto di sostituirla con un nome inventato e volutamente buffo, che rendesse immediatamente evidente il carattere improbabile della scusa addotta dai ministri. Per sostenere questa scelta, ho introdotto un breve riferimento a una "misteriosa" malattia, suggerendo così l'incomprensione del re e mantenendo intatta la comicità della situazione.
L'obiettivo non è stato quello di attualizzare la fiaba, ma di permettere al lettore contemporaneo di sperimentare lo stesso senso di meraviglia, oralità e ascolto che il pubblico originale avrebbe potuto provare.
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C’
erauna volta un Re che aveva un vocione così grosso e forte, da poter essere udito benissimo fino a dieci miglia lontano. Quando parlava, pareva tuonasse; e per ciò gli avevano appiccicato il nomignolo di Re Tuono.
I Ministri e le persone di Corte, dovendo praticare con lui tutti i giorni, diventavano sordi in poco tempo; ed era una disperazione. La povera gente che andava a chiedere giustizia ci rimetteva un polmone per farsi sentire, e spesso spesso non riusciva. Gli affari correvano a rotta di collo; la gente non ne poteva più. Ma, come dire al Re:
— Maestà, siete voi che fate assordire i Ministri? —
Il Re credeva di parlare con lo stesso tono di voce di tutti gli altri; e quando i Ministri, diventati sordi, non udivano più neppure lui, ci s’arrabbiava, e li mandava via a calci, facendoli ruzzolare per le scale del palazzo reale.
Nei primi giorni, coi nuovi Ministri le cose andavano benino.
Parlando con loro però, il Re s’accorgeva ch’essi, di tanto in tanto, portavano le mani, agli orecchi per tapparseli.
— Che è mai? — domandava. — Strillo forse come un maleducato, come un carrettiere?
— No, Maestà! — rispondevano impauriti. — Soffriamo di gattoni. —
I nuovi Ministri soffrivano sempre di gattoni per iscusa. Il Re non si capacitava di questa malattia così comune a tutti i suoi nuovi Ministri. E, alla fine, aveva pensato di rimediare, dandoli anticipatamente in cura ai medici di palazzo. I medici li martoriavano di cataplasmi, ventose, salassi e altri malanni; e coloro, per l’ambizione di salire alto e avere le mani in pasta, sopportavano zitti ogni tormento.
Il Re andava a visitarli, e alzando la voce pel dubbio che quella malattia degli orecchi non li facesse sentire bene, domandava:
— Come state? Come state? —
Figuratevi che tuoni, con quell’alzata di voce! Il palazzo reale ne tremava.
— Bene, Maestà! Benissimo, Maestà!
E stavano bene davvero, perchè erano già mezz’assorditi.
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Once upon a time, there was a King whose grand voice was so big and strong as to be heard very well indeed up to ten miles away. When he spoke, he seemed to rumble; and for this they’d saddled him with the nickname King Thunder.
The Ministers and the people of the court, having dealings with him every day, had ruined ears in no time and it was tragic. The poor people who went to ask for justice nearly lost a lung to be heard, and more often than not never managed. All matters were out of control and the people could take no more. But, how could one say to the King:
“Sire, is it thee who vanquishes the hearing of all the ministers?”
The King believed he spoke in exactly the same tone of voice as everyone else. And when the ministers, their hearing ruined, could no longer hear even him, he would grow furious and kick them out, sending them tumbling down the steps of the royal palace.
For the first few days, things usually went fairly well with the new ministers.
But as he spoke with them, the King would notice that every so often they raised their hands to their ears as if to cover them.
"Whatever is the matter?" he would ask. "Do I shout like some sort of rude fellow? An uncultured swine?"
"No, Your Majesty!" they replied in alarm. "We suffer from Jingle Jangle Ear Syndrome."
The new ministers always claimed to suffer from this mysterious jingle jangle ear syndrome as an excuse. The King could not understand how this strange illness had become so common among his new ministers. At last, he decided to remedy the situation by sending them in advance to the royal physicians.
The doctors tormented them with medicines, cupping glasses, bloodletting, and other unpleasant treatments. And the ministers, eager to rise in rank and keep their hands in affairs of state, endured every torment in silence.
The King would visit them, and raising his voice because he feared their ear complaint might prevent them from hearing properly, he would ask:
"How are you? How ever are you?"
Imagine the thunder of that voice! The entire royal palace shook.
"Very well, Your Majesty! Quite well, Your Majesty!"
And indeed they were feeling much better, for by then they had already been half deafened.
Translator Sarah Bolen with Director Michael Radford (Il Postino, The Postman) on set for “Elsa and Fred” 2012, adapted by Italian writer Anna Pavignano
“Ho apprezzato molto la sua capacità di entrare davvero nel testo: non si è limitata a tradurre le parole, ma ne ha colto il tono, il ritmo e le sfumature più profonde, trovando un modo naturale per restituirle a un pubblico più ampio senza perdere l’autenticità della voce originale. Il suo lavoro è stato apprezzato anche dal regista Michael Radford, e la nostra collaborazione è stata per me un’esperienza molto positiva.”
Sceneggiatrice Anna Pavignano
“I greatly appreciated her ability to truly enter into the text: she did not simply translate the words, but captured the tone, rhythm, and deeper nuances, finding a natural way to convey them to a wider audience without losing the authenticity of the original voice. Her work was also appreciated by director Michael Radford, and our collaboration was a very positive experience for me.”
Screenplay Writer Anna Pavignano
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